Permane purtroppo critica la situazione dei rifiuti in tutta la Calabria. Come riferito in una nota precedente, il problema è dovuto al fermo del termovalorizzatore di Gioia Tauro e al contestuale inutilizzo, per decisione della giunta regionale, della discarica di Columbra, che accoglie da anni gli scarti di lavorazione degli impianti di trattamento dell‘intera regione.

Dopo l’ordinanza di mercoledì della presidente Santelli – che in pratica ha stoppato l’ulteriore sovralzo della discarica di proprietà di Sovreco, ordinando agli Ato delle province calabresi e alla città metropolitana di Reggio Calabria di individuare i rispettivi siti di stoccaggio – i cumuli di spazzatura sulle strade delle città sono sempre più evidenti.

Per rimanere a Crotone, come più volte sottolineato, Akrea è nella impossibilità di effettuare il servizio di raccolta dal momento che l’impianto di selezione di Ponticelli, dove il gestore conferisce i rifiuti solidi urbani, è a sua volta fermo da giorni in attesa di utili indicazioni da Regione e Ato provinciali.

Riceviamo quotidianamente segnalazioni e proteste da parte dei residenti, che comprensibilmente lamentano lo scenario di degrado in città. In proposito, nostro malgrado, non possiamo che ribadire che il problema non è riconducibile a un disservizio del gestore e che, anzi, i primi a essere indignati per questa  situazione imbarazzante sono proprio i lavoratori di Akrea, cittadini di Crotone come gli altri.

Ai nostri sportelli giungono anche segnalazioni di vetri e materiali vari sparsi sulle spiagge, giustamente giudicati pericolosi per l’incolumità delle persone. Al riguardo dobbiamo precisare che Akrea effettua quotidianamente la pulizia degli arenili pubblici nel periodo giugno-agosto previa specifica autorizzazione comunale; in vista dell’imminente avvio della stagione estiva, gli uffici competenti sono al lavoro per predisporre un piano di manutenzione delle spiagge adeguato alle disposizioni governative in materia sanitaria, considerata l’emergenza da covid-19.

Tuttavia, è anche opportuno evidenziare che questa particolare problematica coincide con il periodo post-quarantena, con la ripresa delle attività commerciali e, purtroppo, delle cattive abitudini di qualche sconsiderato insofferente alle regole della civile convivenza.