ingombranti

Piazzale Nettuno, bonificata l’area occupata dai migranti

E’ stato completata ieri pomeriggio la rimozione di materassi, reti, coperte e suppellettili varie che imbrattavano piazzale Nettuno. L’area dell’ex mercato generale, oggi adibita a terminal di alcune compagnie di bus a lunga percorrenza, era diventata da tempo il bivacco per una cinquantina di extracomunitari che vi avevano stabilito la loro improvvisata dimora.

L’ intervento di sgombero è stato effettuato fin dalla mattinata di ieri dalle squadre di Akrea coadiuvate da personale della Polizia locale. All’arrivo dei Vigili diversi migranti si sono dati alla fuga. Dopo la rimozione dei giacigli piazzati sui tetti degli ex magazzini e delle misere masserizie, si è provveduto a bonificare e a sanificare tutta l’area.

L’ occupazione abusiva di questo spazio, indecorosa e triste vetrina di un’umanità derelitta in pieno centro città, è da tempo all’attenzione delle pubbliche Autorità anche a seguito delle numerose lamentele dei viaggiatori che partono e arrivano con i bus delle varie autolinee che collegano Crotone con alcuni capoluoghi del centro e del nord Italia.

Ieri si è deciso di intervenire anche per far fronte alle precarie condizioni igieniche del luogo, scelto in particolare da migranti del sud-est asiatico come alloggio notturno di fortuna.

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Pescheria e S.Francesco, le due facce della medaglia

La foto di sinistra è stata scattata ieri mattina in una viuzza della “Pescheria”, in pieno centro storico, cioè in quella che in qualsiasi città del mondo è considerata l’area urbana di maggior pregio, dove abitare è un privilegio per chi avverte la responsabilità di essere in qualche modo il “custodedi un patrimonio identitario della propria comunità.

La foto di destra è di ieri pomeriggio e immortala il rione S. Francesco, un quartiere periferico considerato “popolare”. Qui, anche grazie all’opera preziosa dei parroci “sangaetanini”, i residenti sono abituati a prendersi cura del loro habitat, cercando di preservarlo dall’incuria e dal degrado.

(Sfoglia la gallery per altre immagini).

E’ uno spaccato di due contrapposte sensibilità, a testimonianza di come il senso civico, la propensione al decoro non siano necessariamente connessi agli indicatori socioeconomici. Il rispetto per la propria città e verso la comunità a cui si appartiene è un fatto essenzialmente culturale (nel senso più ampio del termine), individuale e collettivo.

Ecco perché la battaglia contro queste forme di inciviltà è lunga e dura. E sarà vinta solo quando le foto di destra saranno più numerose di quelle di sinistra. Anzi, quando non ci sarà più bisogno di scattare foto.

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Conferenza Akrea, in evidenza limiti e prospettive della partecipata comunale

Si è tenuto ieri mattina, presso la Casa della Cultura, il previsto incontro con gli organi di informazione, durante il quale il neopresidente di Akrea, Gianluca Giglio (vedi il profilo professionale), ha delineato lo stato dell’arte dell’azienda in house providing del Comune di Crotone, esponendo le linee programmatiche del suo mandato.

In rappresentanza dell’ente locale è intervenuto il Commissario straordinario, prefetto Tiziana Costantino, che ha ribadito la volontà dell’Amministrazione di dare pieno sostegno alla mission della società partecipata, “alla cui guida non a caso è stata chiamata una figura con precise capacità manageriali”, come ha tenuto a sottolineare.

Per Akrea erano presenti anche i consiglieri, avvocati Raimondo Mancini ed Erminia Longo.

Tanti gli argomenti toccati durante il confronto con i giornalisti (scarica slide). Su tutti, i temi “caldi” della differenziata, degli ingombranti e delle isole ecologiche. Ma anche la posizione degli ausiliari del traffico, il cui servizio è stato dismesso per scadenza della convenzione, e l’affidamento in gestione degli impianti sportivi.

Su questi due ultimi aspetti ha riferito il Commissario. I primi (13 lavoratori) sono stati internalizzati in attesa del bando di gara che il Comune dovrà indire per l’affidamento in concessione del servizio di sosta regolamentata. In merito alle strutture sportive, la decisione di affidarne la gestione alla società in house nasce dall’esigenza di assicurare trasparenza e tutela nell’amministrazione del patrimonio comunale.

L’intervento del presidente Giglio è stato invece incentrato sui servizi di igiene urbana in carico ad Akrea – raccolta rifiuti, spazzamento e manutenzione (parziale) del verde pubblico – per i quali è in corso di revisione la convenzione con il Comune.

Descrivendo lo stato di salute della società, il presidente Giglio ha parlato di “azienda patrimonializzata ma non liquida“, un dato che condiziona gli investimenti necessari per una reale riorganizzazione dei servizi e del personale nel breve periodo. La “nuova Akrea” vedrà pertanto la luce a seguito dell’approvazione del nuovo bilancio comunale (fine luglio), nel quale l’ente prevede di inserire risorse finanziarie adeguate alle occorrenze della partecipata. Intanto si procederà per tappe nei servizi maggiormente “attesi” dai cittadini, ai quali però sono richiesti comportamenti più collaborativi per il mantenimento del decoro urbano.

Raccolta differenziata – Nelle condizioni attuali è impensabile poter erogare il servizio a 360 gradi, che sarà ragionevolmente realizzabile entro la prossima primavera, dopo aver completato le procedure di gara per l’acquisto di mezzi e attrezzature e aver riorganizzato la forza lavoro. Tuttavia, una primo potenziamento della raccolta differenziata, che oggi si attesta su una media mensile del 12%, sarà effettuato a partire già da luglio nel circuito commerciale e in alcune aree urbane particolarmente critiche.

Ingombranti e Isole ecologiche – Per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti è necessario avvalersi di aziende specializzate, con le quali il Comune dovrà sottoscrivere apposite convenzioni. I contratti serviranno anche a liberare spazio nelle isole ecologiche, che peraltro, particolarmente nell’ultimo periodo, stanno registrando anomalie sulle quali l’Amministrazione comunale intende intervenire monitorando le modalità di conferimento con l’installazione di telecamere.

Discariche abusive – Le “fototrappole” saranno installate anche in quelle aree residenziali e periferiche, dove oggi vengono scaricati rifiuti di ogni tipo, spesso da parte di utenti non residenti.

Riorganizzazione del personale – Su un organico di 115 persone, la forza lavoro è costituita da circa 80 unità con età media di 57 anni, il 60% delle quali è soggetto a prescrizioni e limitazioni. Occorre perciò intervenire integrando nuova forza lavoro e ottimizzando le risorse umane oggi in carico all’azienda.

“Ritengo che l’incontro di oggi sia stato un momento di confronto franco e costruttivo con gli operatori della comunicazione e, per loro tramite, con la Città – ha concluso il presidente Giglio -; il primo di un percorso che intendo svolgere con cadenza periodica perché lo ritengo indispensabile per una corretta rappresentazione dei diversi aspetti e delle molteplici competenze che investono il complesso tema dell’igiene urbana nella nostra città”.

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Il pesce puzza dalla testa

Ci pigghiaru ‘a fimminedda,
Drittu drittu ‘ntra lu cori
E chiancia di duluri
Aya aya aya ya!
E la varca la tirava
E lu sangu nni curria
E lu masculu chiancia
Aya aya aya ya!
E lu masculu
Paria ‘mpazzutu
Cci dicia:
“Amuri miu,
Nun chiangiiiri!”
Rispunnia ‘a fimminedda
Cu nu filu filu ‘e vuci:
“Scappa, scappa,
Amuri miu,
Ca sinno’ t’accideran!”

 

E’ il testo di ” ‘U pisci spada”, celebre motivo di Domenico Modugno. Ovviamente noi non possiamo sapere, neppure con le più sofisticate tecniche di diagnostica molecolare, se la testa del pesce spada in foto appartiene alla “fimmineddra” o al “masculazzo”. Sappiamo solo che è un animale morto e decapitato.

La domanda però è: che ci fa la testa del pesce spada in via dei Melograni? Forse che il “gladius” ha risalito la corrente ed è finito tra le campagne di Margherita dove ha incontrato qualche saraceno più esperto di lui nell’arma bianca? O più semplicemente è stato acquistato – intero – in qualche pescheria per poi essere decapitato sul posto?

Non lo sapremo mai. Magari se in quella zona – diventata una discarica a cielo aperto a dispetto della ridente toponomastica – fosse piazzata una telecamera, forse potremmo scoprire l’identità dei tagliatori di teste, oltre naturalmente a quella dei vari “conferitori” di divani, pneumatici, lavatrici e ingombranti discorrendo.

Ma c’è un aspetto ancora più interessante che emerge da questo irrituale deposito di rifiuto organico. E riguarda l’antropologia. Pare che il rito della decollazione fosse praticato, anche in tempi moderni, per tre finalità: per motivi sacri, magici e profani.

Quella testa di pesce spada abbandonata tra i rifiuti è senz’altro da ascrivere a quest’ultima categoria. Non vi è dunque neppure un intento propiziatorio o premonitorio nell’atto cruento. Solo sfregio. E autolesionismo, visto che un rifiuto di quel tipo non può che provocare danni alla salute degli umani.

Del resto, chi di spada ferisce, di spada… 

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Rifiuti, cresce la sensibilità dei cittadini. Ma a macchia di leopardo

Tra gli effetti positivi che gli interventi straordinari di pulizia stanno facendo registrare, è da accogliere con soddisfazione anche la maggiore collaborazione degli utenti in fatto di segnalazione delle criticità.

E’ un buon indice per misurare il grado di partecipazione dei cittadini al miglioramento del decoro urbano e rivela una crescita di senso civico: la città è di tutti e mantenerla pulita è compito di ognuno di noi. Anche la semplice segnalazione di un disagio, perciò, contribuisce ad accrescere il senso di comunità l’impegno degli operatori dell’igiene pubblica.

Se però da una parte aumenta l’attenzione, dall’altra si deve purtroppo notare come ancora vi sia qualcuno che continua a depositare mobili, suppellettili ed elettrodomestici vicino ai cassonetti stradali. Nonostante i frequenti inviti a smaltire questo genere di rifiuti nelle due isole ecologiche presenti in città, precisamente in via Saffo e in piazzale della Pace.

E’ purtroppo un male antico l’abbandono dei rifiuti ingombranti fuori dalle proprie abitazioni, anche se contemporaneamente si deve registrare una più matura coscienza ambientalista, sia pure “a macchia di leopardo”. Evidentemente in alcuni resiste la convinzione che è sempre compito di “altri” rimuovere i rifiuti, ritenendolo un normale servizio di nettezza urbana.

Non è così. Lo smaltimento dei rifiuti ingombranti incide direttamente su tutta la filiera del servizio, sia sulla tempistica e l’efficienza dei lavori sia sui costi finali del processo, e contribuisce a determinare, in misura piuttosto rilevante, la tariffa Tari applicata dal Comune. Perciò, smaltire gli ingombranti in modo corretto – conferendoli gratuitamente presso le stazioni ecologiche – fa bene alla propria tasca di contribuente e all’ambiente in cui si vive.

Del resto, se quello dei rifiuti è diventato un problema universale a causa dei moderni stili di vita, una questione che riguarda l’intera collettività, è evidente che per affrontarla occorre che ognuno di noi si faccia carico delle proprie responsabilità, di cittadino e di consumatore.

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Rimossi gli ingombranti da strade e Isole ecologiche

Sabato e domenica sono giorni di lavoro per il personale di Akrea. Quasi tutta la città è stata ripulita dei rifiuti ingombranti abbandonati vicino ai cassoni stradali. Anche le isole ecologiche sono state completamente svuotate e in grado di accogliere i materiali di scarto (non immondizia urbana) dell’ utenza residenziale e commerciale. Le due isole ecologiche presenti a Crotone si trovano in via Saffo e in piazzale della Pace.

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