Chiusa la vertenza tra ex lavoratori verde pubblico e Akrea
E’ stato formalizzato oggi l’accordo tra Akrea e i lavoratori del verde pubblico dopo un contenzioso giudiziario nato negli anni scorsi per il mancato riconoscimento di un idoneo livello contrattuale. La conciliazione accolta con reciproca soddisfazione delle parti pone fine alle recriminazioni avanzate dai lavoratori e getta le basi per un sereno e costruttivo rapporto di lavoro tra l’azienda e gli undici dipendenti, i quali, stante l’internalizzazione del servizio stabilita dall’amministrazione comunale a partire dal 1 gennaio di quest’anno, saranno integrati nella pianta organica della società. “Sono soddisfatto di aver contribuito a chiudere una vicenda che, oltre a eliminare una deleteria conflittualità, rischiava di pesare ulteriormente sul bilancio societario”, ha dichiarato il presidente Gianluca Giglio subito dopo la firma dell’accordo transattivo. “L’accordo è giunto alla fine di un percorso non facile per l’azienda – ha osservato ancora Giglio – che si è trovata nella condizione di dover gestire con risorse economiche proprie il reinserimento del personale proveniente da servizi dismessi, come è accaduto anche per gli ex lavoratori della sosta regolamentata”. “Spero che quanto fatto in questi ultimi due anni – ha concluso il presidente Giglio – possa facilitare il lavoro del prossimo CdA che avrà così modo di dedicarsi con fiducia a prospettive di crescita della società”.
Presidente Giglio: “Futuro Akrea legato a senso di responsabilità di tutti”
Trasparenza e incertezza per il futuro dei lavoratori sono le espressioni che più circolano in questi giorni sui media cittadini per descrivere la situazione di Akrea. “Si tratta evidentemente di uno slogan che le rappresentanze sindacali hanno fatto proprio, ma la narrazione non rappresenta, e soprattutto non contribuisce a risolvere, le problematiche dell’azienda”, afferma il presidente Gianluca Giglio. La risposta di Akrea è contenuta nel voluminoso dossier che la società ha inviato a tutte le sigle sindacali per condividere ogni informazione utile a comprendere lo stato dell’arte, sollecitando alla controparte un apporto concreto e costruttivo a partire dal nuovo tavolo di lavoro in programma nei prossimi giorni. In omaggio alla trasparenza, artatamente tirata in causa, vi sono riportati tutti i dati relativi a: Fondo rischi Crediti verso Comune Bilancio al 21 dicembre 2020, corredato di relazione e note integrative sulla gestione Prospetto dei costi del personale, con le specifiche per gli straordinari, il lavoro notturno e le ferie da smaltire Piano regionale dei rifiuti Dall’analisi di quest’ultimo documento è possibile farsi un’idea precisa della cornice regolatoria entro la quale occorre operare e delle azioni che l’azienda, di concerto con la proprietà, intende mettere in campo per conseguire l’obiettivo del finanziamento regionale, a oggi la principale opportunità finanziaria per lo sviluppo delle attività. In questa prospettiva è stato istituito in Comune un tavolo tecnico permanente, al fine di assicurare un efficace coordinamento tra organo di indirizzo e di controllo e organo di gestione. Al tavolo, che si riunisce tre volte a settimana, vengono esaminate, tra le altre cose, tutte le possibili soluzioni per dotare Akrea delle necessarie risorse finanziarie, compreso il riconoscimento dei crediti fino a oggi maturati nei confronti della proprietà. “Una strada, quella scelta dall’azienda, sicuramente più articolata e impegnativa rispetto al ricorso alle vie legali invocato dai sindacati, che avrebbe portato a una lunga e infruttuosa contrapposizione con conseguenze negative, queste sì, per il futuro di Akrea e dei suoi lavoratori”, chiarisce il presidente Giglio. Proprio da questo approccio collaborativo, coltivato nell’esclusivo interesse dell’azienda, nasce la disponibilità dell’amministrazione comunale a rinnovare il contratto di servizio ad Akrea per i prossimi tre anni, come più volte dichiarato dallo stesso sindaco nel corso degli incontri in prefettura. Questi i fatti. Che tuttavia meriterebbero un contributo più propositivo da parte dei rappresentanti dei lavoratori, se davvero hanno a cuore le sorti della partecipata “patrimonio della collettività”.