Nell’epoca della post verità, per celebrare un funerale non c’è necessariamente bisogno del morto. Basta il morto presunto. Così accade in questi giorni ad Akrea, azienda pubblica da sempre nelle mire dei cassamortari locali (con tutto il rispetto per i professionisti delle onoranze funebri), i quali, evidentemente stanchi di aspettare, hanno pensato bene di certificarne essi stessi la dipartita.

Ricorrendo, come i vati, alla interpretazione dei segni.

Nel caso specifico, ai recenti provvedimenti che hanno interessato la società in house del Comune di Crotone: proroga a tempo del contratto di servizio e dismissione delle attività affidate agli ausiliari del traffico.

Visto, però, che siamo nel campo delle interpretazioni (attività soggettiva per definizione), proviamo a fornire anche noi una chiave di lettura degli interventi commissariali. Partendo proprio dalle attribuzioni in capo al Commissario prefettizio (da alcuni definito addirittura “sindaco”), che sono quelle dell’ordinaria amministrazione.

Non è precisazione di poco conto. Esercitare funzioni amministrative non è la stessa cosa che determinare scelte strategiche o assumere compiti di governo, prerogative che nel nostro ordinamento sono proprie del soggetto politico liberamente scelto dai cittadini attraverso il voto.

La proroga, fino al 30 aprile, concessa ad Akrea per lo svolgimento del servizio di igiene urbana era un atto necessario, essendo scaduto il 31 dicembre scorso il contratto che regola i rapporti tra la partecipata e l’ente comunale che ne detiene l’intero capitale sociale. Da alcuni profeti di sventura la brevità del periodo di proroga (quattro mesi) è stata intesa alla stregua di un bollettino medico: una sorta di prognosi riservata a cui seguirà inevitabilmente il decesso.

E se, invece, le cose non stessero così?

La ratio dell’atto commissariale potrebbe essere addirittura opposta a quella auspicata dai fautori del fine vita. Per esempio, potrebbe preludere alla volontà di mettere l’azienda di servizio finalmente nelle condizioni di operare con risorse e mezzi adeguati alla bisogna.

Un obiettivo che, però, necessita di un passaggio preliminare: riempire di contenuti una scatola vuota. Il riferimento è all’Ato 3, l’Ambito territoriale ottimale previsto dalla legge regionale di riordino del sistema dei rifiuti, che dopo tre anni risulta essere ancora in nuce a causa dell’inerzia dei ventisette comuni, compreso quello di Crotone, che lo compongono.

L’Ato è, infatti, il solo organismo deputato a fornire le linee di indirizzo per una gestione ottimale di tutta la filiera dei rifiuti nell’area d’ambito (Aro) di riferimento, che nel caso di Crotone coincide con il territorio provinciale.

All’Ato compete individuare le piattaforme di selezione e le discariche di servizio. Spetta all’Ato stabilire se dotarsi di una società in house per lo svolgimento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, o se invece affidarlo a un gestore privato mediante procedura di gara a evidenza pubblica.

Visto sotto questa luce, l’atto di proroga, ancorché di portata temporale limitata, rivela un carattere di “propedeuticità” (ignorato dagli analisti delle cose pitagoriche) e appare assolutamente condivisibile poiché diretto a rimuovere una “desistenza decisionale” che era divenuta obiettivamente imbarazzante.

Quanto al secondo provvedimento, quello che riguarda gli ausiliari del traffico, è risaputo che la normativa vigente non consente alle società partecipate di svolgere attività diverse da quelle per le quali le stesse sono state costituite e, comunque, che non abbiano il requisito del prevalente interesse pubblico. Inoltre, la convenzione per il servizio di gestione della sosta regolamentata era scaduta lo scorso novembre, dopo ben due proroghe.

La questione era stata posta all’attenzione dell’amministrazione Pugliese già nel settembre scorso dal compianto presidente Rocco Gaetani, il quale faceva rilevare l’urgenza di un intervento risolutore per i tredici lavoratori regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato all’epoca della prima giunta Vallone. Così è accaduto per il personale adibito al settore pubblicità e affissioni (Tosap) e per gli operatori del verde pubblico in forza ad Akrea, per i quali l’azienda ha più volte sollecitato (senza esito) l’accorpamento nell’organico che svolge lo stesso servizio per conto del Comune.

Come si vede, non è semplice muoversi nelle cristallerie. Il rischio di ferirsi c’è sempre. Ma noi abbiamo fiducia nell’operato di questo Commissario prefettizio, Tiziana Costantino, che sta dimostrando di saper coniugare il rigore istituzionale richiesto dalla sua funzione con una profonda sensibilità umana.

Ciò che non si può dire per gli inquilini indigeni di piazza Municipio, molti dei quali, in uno con le cassandre da tastiera, preferiscono intonare il requiem ai loro concittadini in difficoltà. A costoro, espressioni della più autentica antropologia crotonese, vogliamo indirizzare le parole di Ernest Hemingway che hanno ispirato il titolo a queste brevi considerazioni.

Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona. Essa suona anche per te.

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