Non ci sono scuse. La spazzatura che campeggia lungo le strade durante il Passaggio della Madonna è una cornice indegna del Quadro venerato da secoli dai fedeli crotonesi, poiché violenta il sentimento popolare e le tradizioni religiose e culturali di un’intera comunità.

Di questo degrado Akrea si scusa pubblicamente con i cittadini, con il clero e con le istituzioni. Amministratori e operatori, pur non risparmiandosi in questi frangenti di emergenze varie, sono consapevoli e si fanno portatori del grave disagio che sta vivendo la città.

E’ un’ammissione di responsabilità che tuttavia dovrebbe far riflettere tutti. Se è vero che il problema dei rifiuti è sistemico nella nostra regione, è anche vero che alle soluzioni già individuate per razionalizzare i processi si devono accompagnare, da subito, misure idonee e coerenti sui singoli territori.

La recente disposizione regionale che autorizza un ulteriore conferimento nella discarica di Columbra rischia di essere un palliativo se le ridotte volumetrie disponibili devono servire anche gli altri impianti di trattamento regionali, come purtroppo continua ad avvenire.

Le condivisibili dichiarazioni di principio dell’amministrazione regionale (ogni Ato provinciale deve dotarsi di propri impianti e discariche) devono trovare immediata applicazione anche in questa fase transitoria: per superare l’emergenza e per non generare pericolose quanto sterili contrapposizioni intestine.

Attualmente l’Ato di Crotone può conferire all’impianto di Ponticelli mediamente 100 tonnellate al giorno. Se si considera che nella settimana di fermo si sono accumulate oltre 400 tonnellate di rifiuti, e che la produzione quotidiana di Rsu in città è di 65 tonnellate, va da se che occorreranno circa un paio di settimane per smaltire tutta la spazzatura in strada.

E’ perciò comprensibile l’indignazione dei cittadini, che fa tuttavia il paio con lo sconcerto dello stesso gestore dei servizi di igiene urbana.

E’ evidente ormai che il problema dello smaltimento dei rifiuti richiede un impegno sinergico di tutti soggetti in campo: decisore politico, amministrazioni locali, gestori dei servizi, utenti. E richiede soprattutto un’assunzione di responsabilità collettiva. Su questo fronte Akrea è impegnata in prima linea.

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